Descrizione
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è una piccola chiesa rinascimentale di Pistoia, accanto all'antico Ospedale del Ceppo, nata da un miracolo in una corsia d'ospedale. I pistoiesi la chiamano "Madonna del Letto", perché dentro si conserva davvero il letto del miracolo.
Fuori è sobria: un portale semplice con candelabre scolpite sugli stipiti e una grande lunetta con lo stemma del Comune. Dentro, l'unica navata ha un soffitto a cassettoni e termina in un coro così ampio da sembrare un edificio a sé, ispirato alla Cappella dei Pazzi di Brunelleschi a Firenze.
Sull'altare maggiore sta l'affresco trecentesco della Madonna col Bambino, dipinto subito dopo il miracolo e trasportato qui quando la chiesa fu finita. In una cappella c'è il letto del miracolo, un letto d'ospedale del Trecento. Agli altari laterali, una Santa Caterina d'Alessandria di Giovan Battista Naldini e un'Assunta di Alessandro Fei.
La storia comincia nel 1336, nell'ospedale dei Santi Donnino e Lorenzo. Una ragazza ricoverata guarì, si disse, per intervento della Vergine; la stanza fu trasformata in oratorio e un pittore, chiamato da allora Maestro del 1336, vi dipinse la Madonna come era apparsa alla malata.
Il letto racconta anche un'altra storia. Era il dono di un benefattore, Giovanni di Matteo Gualdimari, che nel 1330 aveva dotato l'ospedale di letti singoli, invece delle solite panche dove dormivano molti malati insieme. Sulle testate si leggono ancora le preghiere per due defunti, con le date 1336 e 1337.
Nel 1469 il Consiglio del Popolo stanziò una forte somma e al posto dell'oratorio sorse la chiesa. L'architetto è probabilmente il pistoiese Ventura Vitoni, più che il fiorentino Michelozzo a cui a lungo è stata attribuita.
Accanto nacque un monastero di monache agostiniane. Alla fine del Settecento il vescovo Scipione de' Ricci soppresse il complesso, che passò all'Ospedale del Ceppo; la chiesa tornò parrocchia verso la metà del Novecento. In chiesa suona un organo dei pistoiesi Filippo e Antonio Tronci, del 1755.
Fuori è sobria: un portale semplice con candelabre scolpite sugli stipiti e una grande lunetta con lo stemma del Comune. Dentro, l'unica navata ha un soffitto a cassettoni e termina in un coro così ampio da sembrare un edificio a sé, ispirato alla Cappella dei Pazzi di Brunelleschi a Firenze.
Sull'altare maggiore sta l'affresco trecentesco della Madonna col Bambino, dipinto subito dopo il miracolo e trasportato qui quando la chiesa fu finita. In una cappella c'è il letto del miracolo, un letto d'ospedale del Trecento. Agli altari laterali, una Santa Caterina d'Alessandria di Giovan Battista Naldini e un'Assunta di Alessandro Fei.
La storia comincia nel 1336, nell'ospedale dei Santi Donnino e Lorenzo. Una ragazza ricoverata guarì, si disse, per intervento della Vergine; la stanza fu trasformata in oratorio e un pittore, chiamato da allora Maestro del 1336, vi dipinse la Madonna come era apparsa alla malata.
Il letto racconta anche un'altra storia. Era il dono di un benefattore, Giovanni di Matteo Gualdimari, che nel 1330 aveva dotato l'ospedale di letti singoli, invece delle solite panche dove dormivano molti malati insieme. Sulle testate si leggono ancora le preghiere per due defunti, con le date 1336 e 1337.
Nel 1469 il Consiglio del Popolo stanziò una forte somma e al posto dell'oratorio sorse la chiesa. L'architetto è probabilmente il pistoiese Ventura Vitoni, più che il fiorentino Michelozzo a cui a lungo è stata attribuita.
Accanto nacque un monastero di monache agostiniane. Alla fine del Settecento il vescovo Scipione de' Ricci soppresse il complesso, che passò all'Ospedale del Ceppo; la chiesa tornò parrocchia verso la metà del Novecento. In chiesa suona un organo dei pistoiesi Filippo e Antonio Tronci, del 1755.