Fortezza di Santa Barbara

Fortezza di Santa Barbara

Piazza della Resistenza 1. (Apri la mappa)

Descrizione

La Fortezza di Santa Barbara è la grande fortezza medicea di Pistoia, all'angolo sud-est delle mura cittadine: un quadrilatero di mattoni con bastioni agli angoli, mura a scarpata e una piazza d'armi all'interno. Fu costruita per tenere a bada i pistoiesi più che per difenderli.

Da vedere c'è soprattutto l'insieme: le mura inclinate alte circa 11 metri, le cannoniere nei fianchi dei bastioni, i parapetti inclinati e il grande ingresso al centro della cortina. Nessuna decorazione: è un'architettura "soldatesca", come voleva lo stile militare di Cosimo I.

Dentro si apre la piazza d'armi. Sopra le mura rinascimentali spunta il mastio medievale, la grande torre rimasta abbastanza integra dalla fortezza precedente, con qualche traccia delle altre torri.

Quella fortezza più antica l'avevano costruita i fiorentini nel 1331, vicino a una cappella di san Barnaba, da cui il primo nome. Nel 1343 i pistoiesi la distrussero per rappresaglia. Il nome di Santa Barbara arrivò soltanto più tardi.

Nel 1539 Cosimo I de' Medici fece ricostruirla su progetto di Nanni Unghero, con i lavori diretti da Giovan Battista Bellucci. L'intento era frenare le velleità guerresche della città. Più tardi Bernardo Buontalenti allargò il nucleo e lo collegò alle mura con un nuovo baluardo.

Con l'arrivo delle armi da fuoco le torri alte diventavano bersagli: si abbassarono le cime, si eliminarono gli angoli vivi. La torre della fortezza fu risparmiata e ampliata, perdendo solo i beccatelli in cima, mentre si tagliarono i campanili di San Paolo e di San Pier Maggiore, che toglievano la vista sulla città.

In tutta la sua storia la fortezza subì un solo assedio, nel 1643, quando le truppe dei Barberini attaccarono Pistoia e furono respinte.

Pietro Leopoldo la disarmò nel 1774; poi fu caserma, carcere militare e distretto. Nel 1944, fra queste mura, i tedeschi fucilarono quattro giovani pistoiesi.

La fortezza è di proprietà dello Stato e fa parte dei musei statali della Toscana, gestiti dalla Direzione regionale Musei.