Descrizione
Il Museo Marino Marini è il museo che Pistoia dedica al suo scultore più famoso del Novecento, nel Palazzo del Tau, l'antico convento trecentesco di Sant'Antonio Abate, in pieno centro. Sculture, disegni, incisioni e dipinti raccontano tutta la sua carriera, dai primi lavori agli ultimi.
Al centro della sua opera ci sono i Cavalieri, la serie che ha portato Marini nei musei di mezzo mondo: la coppia di uomo e cavallo, ripresa per decenni. Li ispirò il Cavaliere di pietra del Duomo di Bamberga, visto in Germania nel 1934, insieme allo studio di Piero della Francesca.
Accanto ai cavalieri ci sono le figure femminili, come le Pomone, e la Giovinetta del 1938, che appartiene alla Fondazione. Nei Miracoli del dopoguerra il cavallo si impenna o crolla a terra e il cavaliere non lo governa più: è il modo di Marini di raccontare un mondo che ha perso l'armonia.
Da non trascurare la pittura: Marini dipinse da giovane e riprese negli anni Cinquanta, con colori vivaci e forme geometriche su fondi piatti. I soggetti sono gli stessi delle sculture: il circo, i cavalieri, le danzatrici.
Il museo nasce da una scelta dell'artista. Nel 1979 Marini decise di lasciare alla sua città natale tutto il suo archivio: disegni, incisioni, una biblioteca specializzata e piccole opere, con fototeca e videoteca. Così prese vita il Centro di documentazione dedicato a lui.
Nel 1983, su sollecitazione della moglie Mercedes, detta Marina, la città creò la Fondazione Marino Marini, che lei presiedette fino alla morte nel 2008. Oggi la Fondazione è l'unico ente riconosciuto per autenticare le opere dello scultore.
Marini, nato a Pistoia nel 1901, aveva una sorella gemella, Egle, pittrice e poetessa, con cui si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Altre sue sculture, donate alla città, si incontrano nell'atrio del Palazzo Comunale e nel Palazzo Pretorio. L'atrio del museo ospita anche concerti, spettacoli e incontri.
Al centro della sua opera ci sono i Cavalieri, la serie che ha portato Marini nei musei di mezzo mondo: la coppia di uomo e cavallo, ripresa per decenni. Li ispirò il Cavaliere di pietra del Duomo di Bamberga, visto in Germania nel 1934, insieme allo studio di Piero della Francesca.
Accanto ai cavalieri ci sono le figure femminili, come le Pomone, e la Giovinetta del 1938, che appartiene alla Fondazione. Nei Miracoli del dopoguerra il cavallo si impenna o crolla a terra e il cavaliere non lo governa più: è il modo di Marini di raccontare un mondo che ha perso l'armonia.
Da non trascurare la pittura: Marini dipinse da giovane e riprese negli anni Cinquanta, con colori vivaci e forme geometriche su fondi piatti. I soggetti sono gli stessi delle sculture: il circo, i cavalieri, le danzatrici.
Il museo nasce da una scelta dell'artista. Nel 1979 Marini decise di lasciare alla sua città natale tutto il suo archivio: disegni, incisioni, una biblioteca specializzata e piccole opere, con fototeca e videoteca. Così prese vita il Centro di documentazione dedicato a lui.
Nel 1983, su sollecitazione della moglie Mercedes, detta Marina, la città creò la Fondazione Marino Marini, che lei presiedette fino alla morte nel 2008. Oggi la Fondazione è l'unico ente riconosciuto per autenticare le opere dello scultore.
Marini, nato a Pistoia nel 1901, aveva una sorella gemella, Egle, pittrice e poetessa, con cui si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Altre sue sculture, donate alla città, si incontrano nell'atrio del Palazzo Comunale e nel Palazzo Pretorio. L'atrio del museo ospita anche concerti, spettacoli e incontri.