Palazzo Panciatichi

Palazzo Panciatichi

Via Cavour 35. (Apri la mappa)

Descrizione

Palazzo Panciatichi, che i pistoiesi chiamano Palazzo del Balì, è l'unico palazzo privato medievale rimasto a Pistoia, all'angolo fra via Cavour e via Panciatichi. Un blocco di pietra di tre piani, su archi massicci, nato nel Trecento come casa fortificata della famiglia più potente della città.

Da guardare sono soprattutto le finestre a crociera. Per secoli si pensò che fossero un'aggiunta del Cinquecento; i restauri degli anni Sessanta hanno mostrato che sono gotiche, originali. Nell'Italia centrale del Trecento sarebbero un caso unico.

La spiegazione è in Francia. Vinciguerra Panciatichi, che cominciò il palazzo verso il 1320, era un banchiere ricco e un esule che aveva fatto fortuna oltralpe e viveva ad Avignone, dove quelle finestre erano di casa.

In cima corre una grande gronda in pietra e legno del Rinascimento; solo sul lato est restano alcuni merli guelfi, che un tempo coronavano tutto l'edificio. Dentro ci sono un alto porticato attorno a un prato, uno scalone di pietra e un salone con soffitto a cassettoni.

Fra queste mura soggiornarono ospiti illustri: papa Alessandro V, dal novembre 1409 al febbraio 1410, e la famiglia di Lorenzo il Magnifico nel 1478, con membri della sua corte come il Poliziano, al riparo dalla peste che colpiva Firenze. Ai primi del Novecento, sotto il portico, c'era invece uno dei primi cinema della città, l'Excelsior.

Il 18 agosto 1500, durante le lotte fra le fazioni cittadine, i rivali Cancellieri presero il palazzo e lo incendiarono. Il restauro, finito nel 1509, fu diretto da Ventura Vitoni, il principale architetto pistoiese di quegli anni, e trasformò la fortezza in una dimora rinascimentale.

Nel 1579 il palazzo passò ai Cellesi, che avevano ottenuto il titolo di balì dell'Ordine di Santo Stefano: da qui il nome popolare.

Il bombardamento del 24 ottobre 1943 distrusse l'intera ala sud; dopo anni di abbandono, i lavori fra il 1964 e il 1967 lo hanno ricostruito nelle sue linee originali. Il palazzo ospita uffici, studi privati e il Consiglio provinciale.