Descrizione
Villa Puccini di Scornio, che i pistoiesi chiamano "il villone", è la villa settecentesca della famiglia Puccini appena fuori Pistoia, in località Scornio: un palazzo neoclassico con un loggiato a colonne, saloni affrescati e intorno un parco romantico ottocentesco.
La villa fu voluta all'inizio del Settecento dal medico Tommaso Puccini, su progetto di Francesco Maria Gatteschi. Il salone nobile e le sale vicine furono affrescati dai migliori pittori fiorentini del tempo, tra cui Giovanni Domenico Ferretti, con scene mitologiche.
Quasi un secolo dopo la villa prese l'aspetto neoclassico che conserva: furono aggiunti lo scalone a doppia rampa e il loggiato a sei colonne, e l'atrio e il salone si arricchirono di monocromi a soggetto mitologico.
Il vero personaggio della storia è Niccolò Puccini, che tra il 1825 e il 1845 trasformò la campagna intorno in un parco di 123 ettari, con due laghetti artificiali e una serie di statue e monumenti dedicati ai grandi italiani.
C'erano Dante, Michelangelo, Francesco Ferrucci, una statua della Sapienza, un emiciclo dedicato a Galileo, un tempio pitagorico e un "Pantheon degli uomini illustri" con colonne ioniche. Non mancavano una chiesetta in stile gotico e un castello medievale in miniatura.
L'idea era educare chi passeggiava, unendo il piacere degli occhi a quello delle idee. D'estate il parco si apriva a tutti per la Festa delle Spighe, tra antichi riti per la fertilità dei campi, processioni, gare e giochi.
Negli ambienti delle ex scuderie Niccolò fece dipingere scene della vita di artisti e personaggi del Rinascimento fiorentino: lì si riunivano letterati e patrioti che segnarono la Toscana dell'Ottocento.
Alla sua morte, nel 1852, i beni furono venduti all'asta e la proprietà fu divisa. Dal 1984 la villa è del Comune, che vi ospita la scuola di musica e di danza "T. Mabellini". Del parco storico restano grandi alberi e diversi monumenti, molti dei quali in cattivo stato.
La villa fu voluta all'inizio del Settecento dal medico Tommaso Puccini, su progetto di Francesco Maria Gatteschi. Il salone nobile e le sale vicine furono affrescati dai migliori pittori fiorentini del tempo, tra cui Giovanni Domenico Ferretti, con scene mitologiche.
Quasi un secolo dopo la villa prese l'aspetto neoclassico che conserva: furono aggiunti lo scalone a doppia rampa e il loggiato a sei colonne, e l'atrio e il salone si arricchirono di monocromi a soggetto mitologico.
Il vero personaggio della storia è Niccolò Puccini, che tra il 1825 e il 1845 trasformò la campagna intorno in un parco di 123 ettari, con due laghetti artificiali e una serie di statue e monumenti dedicati ai grandi italiani.
C'erano Dante, Michelangelo, Francesco Ferrucci, una statua della Sapienza, un emiciclo dedicato a Galileo, un tempio pitagorico e un "Pantheon degli uomini illustri" con colonne ioniche. Non mancavano una chiesetta in stile gotico e un castello medievale in miniatura.
L'idea era educare chi passeggiava, unendo il piacere degli occhi a quello delle idee. D'estate il parco si apriva a tutti per la Festa delle Spighe, tra antichi riti per la fertilità dei campi, processioni, gare e giochi.
Negli ambienti delle ex scuderie Niccolò fece dipingere scene della vita di artisti e personaggi del Rinascimento fiorentino: lì si riunivano letterati e patrioti che segnarono la Toscana dell'Ottocento.
Alla sua morte, nel 1852, i beni furono venduti all'asta e la proprietà fu divisa. Dal 1984 la villa è del Comune, che vi ospita la scuola di musica e di danza "T. Mabellini". Del parco storico restano grandi alberi e diversi monumenti, molti dei quali in cattivo stato.